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Nov. 6th, 2010

oh yaeh

(no subject)

 E adesso tutti a parlare del Cinque Novembre.

Prima non lo conoscevamo, non ce ne fregava un cazzo, e adesso siam tutti qui a canticchiare la filastrocca. Non ha molto senso, e ne acquista di più i povero Moore che inveisce contro l'ennesimo giornalista. Ci appropriamo di immagini, suoni e frasi altrui come se le avessimo partorite noi e poi ce ne dimentichiamo per i successivi 364 giorni.

Riuscirà la nostra eroina a rimettere in piedi questo LJ scancarato?
 

Nov. 5th, 2009

fragolino

Overdrive

Ammettiamolo, alla fine qui ci ritorno sempre.
Ho eliminato tutte le etichette, ho spezzato tutti i legami e ritorno con questo LJ in mano senza sapere che farci. Vorrei tanto trovare il nodo principale dei problemi che mi affligge in questo periodo, ma più ci penso, più mi sembra che la matassa si faccia complessa, e la cosa è irritante. Irritante anche il fattoc he le cose a scuola stiano peggiorando e no risca ad ingranare la marcia giusta, non riesca a trovare l'idea corretta e non riesca a prendere a pugni i professori che se lo meritano. Insomma è una situazione un po' di stallo.
Anche quest'anno niente Lucca Comics, chissà quando potrò andarci.

Jul. 17th, 2009

Heine

Altro che ipocrisia.

Stiamo diventando tutti dei gran bugiardi.




12. Pardon Me [Incubus]

Pardon me while I burst
A decade ago, I never thought I would be.
A twenty three on the verge of spontaneous combustion Woe-is-me.
But I guess that it comes with the territory
An ominous landscape of never-ending calamity
I need you to hear. I need you to see.
That I have had all I can take and exploding seems like a definite possibility
To me
So Pardon me while I burst into flames.
I've had enough of the world, and its people's mindless games
So Pardon me while I burn, and rise above the flame
Pardon me, pardon me. I'll never be the same.
Not, two days ago I was having a look in a book
And I saw a picture of a guy fried up above his knees
I said I can relate

Cause lately I've been thinking of combustication as a welcomed vacation from.
The burdens of the planet earth, like gravity, hypocrisy,
and the perils of being in 3-D...

And thinking so much differently.
So pardon me while I burst into flames.
I've had enough of the world, and it's people's mindless games
So pardon me while I burn, and rise above the flame
Pardon me, pardon me.
I'll never be the same.
Never be the same...yeah.
So pardon me while I burst into flames. Pardon me, pardon me, pardon me.
So pardon me while I burst into flames.
I've had enough of the world, and it's people's mindless games
So pardon me while I burn, and rise above the flame
Pardon me, pardon me. I'll never be the same. Pardon me, never be the same. Yeah

Jul. 8th, 2009

Esperimenti

Questa qua sotto è l'email che ho spedito io.

Carissimi,
è in momenti come questi che incomincio ad odiare seriamente il mondo della grafica. Irritante, spocchioso mondo chiuso in se stesso. E no, per quanto stiate tentando di usare internet per aprirvi al popolo comune sappiate che i vostri risultati sono scarsi.

Siete affascinanti. Siete colorati. Siete studiati. Siete convincenti. Siete misurati. Ma siete stati trovati mancanti (più e più volte) della cosa più ovvia, più fondamentale, più stupida: la semplicità del linguaggio.
Parlo del vostro… come potrei definirlo? Dialetto? Ormai sta diventando una lingua a parte. Tutte queste nuove parole che mi scoraggiano ad affrontarvi, a lavorare, a mettere le mani nel vostro impasto.

Mi piace il vostro mondo. Peccato che non riesca a lavorarci dentro.
Per una semplice questione di comunicazione, di linguaggio._
La cosa più divertente è che quando si va ingenuamente a cercare tra i link di Google un sito che ti spieghi in pochi termini cosa è, facciamo un esempio, un “documento aperto” o un “flyer”, lo speranzoso pseudo-grafico alle prime armi urla. Urla di rabbia e di umiliazione.

Perché non ci capisce una mazza. Di conseguenza si sente escluso e incapace nel poter portare a termine serenamente un lavoro.
Perché siete stramaledettamente incomprensibili. Schifosamente concentrati nei vostri paroloni da non saperli spiegare, perché a volte di risultati di Google sono pagine e pagine che non c’entrano nulla o che definiscono il concetto in maniera superficiale e poco chiara, con lunghi giri di parole.

Quando trovo un concorso e scarico il regolamento di partecipazione, a volte, devo obbligarmi a mantenere la calma per non distruggere tutto quello che mi sta intorno. Mi chiedo quanta fatica costi impegnarsi a rendersi comprensibili a tutti, proprio quando le vostre richieste sono aperte a chiunque voglia partecipare.

Avete la più vaga idea di quanto limitiate le vostre possibilità? La vostra fantasia ci arriva anche solo lontanamente? Quanti potenziali eccellenti grafici perderete se continuate così? Molti miei aimici, pieni idee fantastiche hanno deciso di non lavorare nel mondo della grafica perché non hanno avuto la possibilità d’imparare il vostro linguaggio.
Non parlo di scuole, la professionalità non deve venire solo da chi il lavoro lo presenta, ma anche da chi lo chiede. Chi è già un grafico di professione saprà sicuramente come impostare tutti gli elaborati, ma chi è solo all’inizio si trova sperduto nel leggere questi bandi che sembrano scritti a volte tanto per scrivere e non sempre si capisce quale frase si riferisce a cosa e viceversa.

Sono qui seduta a scrivere anche per tentare di sfogarmi. Sono solo all’inizio e devo ancora farmi le ossa, nonché finire di studiare. Ma non credo che sia troppo chiedere un po’ di apertura da parte di un mondo che fa tanto il complicato, ma che in fondo convive con noi semplici anime tutti i giorni. Comunicare è la vostra vita. Penso che per farlo nella maniera più corretta, almeno per quanto riguarda gli addetti ai lavori e gli aspiranti, ci sia una probabilità di capirsi.

Cordiali saluti,
Slammy Sjoth





E iniziamo!

I link per trovare il post da dove copio e incollo i commenti

Per non rivangare nuovamente la storia del ragazzino che usa Photoshop e si crede un grafico, sintetnicamente riassumo la posizione di Draft.it su questa lettera:
Per un medico ci vogliono cinque anni, la specializzazione, l’internato e se ne volano più di dieci anni prima di diventare Dottore. Per un ingeniere ingegnere ci vogliono cinque anni di università, altrettanti di gavetta e si comincia a lavorare, per un avvocato ci vogliono cinque anni di giurisprudenza, altrettanti di specializzazioni, praticantato ed esame di stato.
Per fare il grafico il credo popolare è che basti aprire Publisher per diventarlo ed ora ci si lamenta pure che si utilizzino termini strani come formati aperti e flyer.

Lascio volutamente aperto questo pensiero, non voglio chiuderlo ne concluderlo, voglio solamente evidenziare come questa professione più volte sia stata svilita ed ora pure criticata.
Potrei tranquillamente palesare una mia aura da supponente sottolineando il fatto che questi termini, e questa professione io l’abbia imparata con lo studio, con la gavetta con l’applicazione, non sono stato il cugino di qualcuno che l’ha fatto con Word a metà prezzo, tuttavia non voglio lottare coi mulini a vento.

Il grafico è una professione, non un hobby.

Con affetto,
Damiano.

Dunque…
Ho 25 anni, studio “grafica” (che è come dire tutto e niente) da quando ne ho 14, e quando leggo certe cose mi viene quasi da sorridere.
Fino a giugno ho lavorato in una scuola superiore come assistente di laboratorio di grafica, controllavo che tutti i software funzionassero e aiutavo a riempire le lacune sui software e a volte sulla progettazione. Non credo di essere un genio, però mi sento di consigliare Slammy Sjoth di studiare un po’.
Esistono testi dove imparare questo nostro “dialetto spiecialistico” e, se proprio i libri non fanno al suo caso, il web è comunque pieno di aiuti.

Cos‘è un flyer?
2 minuti di tempo e masticare l’inglese avrebbero condotto a:

http://en.wikipedia.org/wiki/Flyer_(pamphlet)

Oppure una uscita di 1 ora in una libreria avrebbe potuto fornire informazioni anche in italiano.
Insomma, fare il grafico non vuol dire saper disegnare o avere la CS4. Significa avere la mente aperta, fare ricerca ed informarsi quando non si sanno le cose.
Altro modo, e poi chiudo, sono i forum. Esistono forum di grafica dove magari chiedendo si possono ottenere risposte.

Per imparare bene l’inglese bisogna studiarlo e andare a vivere in Inghilterra. Per imparare in grafichese bisogna studiare e lavorare, avendo l’umiltà di capire che se uno dice flyer non è per fare il figo o per incasinarti la vita, ma perchè vuole un flyer, che è affine ma diverso da un volantino, e assolutamente differente da un pieghevole.

scritto da: Riccardo Riguzzi

è la “critica” più umiliante che io abbia mai letto ma naturalmente umilia solo l’emittente.
innanzitutto, in questo lavoro ci si trova costantemente ad affrontare nuovi termini, formati, supporti, nuovi clienti o “target”… (scusa slammy se ho usato un parolone, penserai che io volessi darmi un tono…) e secondo me il bello è proprio questo: è un lavoro sempre in evoluzione e non si finisce mai di imparare. certo bisogna averne voglia :)
mi auguro solo che questa persona non sia uno/a di quegli stagisti a vita che ci stanno togliendo il pane da anni, perchè… gli stagisti li ho sempre immaginati almeno UMILI.

scritto da: chiara
 

Che dire… Studiare (diploma, laura, master o i tanto vituperati ed ormai non più letti, cari libri) pare ormai diventato optional, basta mettersi lì e scrivere di buona lena una bella lettera saccente come quella spedita a Draft ed ecco l’ennesima “pontificata“ sul perché e sul come gli altri – mai noi, per carità – dovrebbero lavorare/comportarsi.
É fantastico vedere come ci sia qualcuno che pretenda di svolgere un mestiere e si incavoli perché l’impedimento a svolgere per bene sarebbe dato dai risultai scarsamente pertinenti di Google o comunque dalla cripticità delle informazioni presenti sul web.
Tralasciando il discorso relativo a Google (non vorrei sparare sulla Croce Rossa, ma a volte mi chiedo come mai qualcuno non sia in grado di trovare nulla online mentre altri trovano il mondo… I mezzi vanno conosciuti per potere essere usati), direi che dalla lettera emerge una volontà talmente bassa di imparare e sudarsi le competenze sul campo che queste mie poche righe mi sembrano già troppo, a livello di tempo sprecato, per chi invece vuole tutto pronto e subito.
Se, invece, come pare dalle ultime righe l’autrice è solo agli inizi e deve ancora studiare, bene, che torni a studiare così poi parleremo tutti lo stesso linguaggio e le discussioni potranno essere più salutari e proficue per tutti ;-)

Ah, in bocca al lupo per gli studi, davvero! E soprattutto mettiti in testa che questa, come molte altre, è una professione che richiede un aggiornamento costante, quindi di imparare uno non smetterà mai. E di conseguenza no dovrà mai smettere di studiare :-)
scritto da: maurizio

D’accordissimo con i vostri commenti e la posizione di Draft.
Faccio questo mestiere da 8 anni arrivando da tutt’altro percorso personale. All’inizio, è innegabile, mi sono scontrato anch’io con tutte le difficoltà di linguaggio (e non solo) del nostro mondo, di cui allora non conoscevo nulla di pratico.
Ma cari miei, come avete già detto, fare il grafico non è più facile di tanti altri mestieri. Smettiamola di pensare che basti davvero un computer e un po’ di gusto estetico per fare i grafici: altrimenti, faremo la fine del nostro caro Presidente.
scritto da: Onice Design
 

Concordo pienamente con la “volontà” di testimonianza di Damiano nel rendere pubblico uno dei tanti aspetti del nostro bistrattato lavoro/professione/passione…

E’ arrivato il momento di farci sentire “veramente” fuori da ogni logica di corporativismo fatto di tessere associative, ma solamente uniti per difendere la nostra aspirazione a rendere più bello questo mondo e la nostra società con una comunicazione umana “ben progettata”.
Ben vengano allora i “paroloni” difficili perchè sono il segno della nostra professionalità e competenza. Ne dovremmo usare sempre di più con i nostri clienti, sempre più specialistici, contro l’abusata tendenza di sminuire tutto, di rendere tutto alla portata di tutti, di rendere in pratica il nostro lavoro pari al nulla. Difendiamo con impegno e coscienza critica conto il dilagare dell’ignoranza consapevole!
scritto da: giovanni

salve, di rado partecipo a delle discussioni ma questa è troppo divertente…
dopo aver letto la mail di Slammy Sjoth mi sono chiesto come lei si rapporta con la professione (vedi tipografie) e se anche nella sua complessità abbia elaborato un nuovo linguaggio sarebbe davvero interessante…

Berlina – Due volumi – Monovolume – Coupé – Decappottabile – Suv – Veicolo multiuso (o monovolume grande) questi sono nomi tecnici per i veicoli stradali se un comune mortale non ne conoscesse il significato poco conta ma se è un venditore di auto ad ignorarli sarebbe grave, pensate quando deve ordinare dei modelli nuovi per il suo salone:“salve, volevo ordinare un paio di quelle macchine lunghe possibilmente alte con le “ruote” adatte anche alla terra”. dopo tale descrizione potrebbe ritrovarsi con una mono volume, un suv o con una station wagon, capite che è di fondamentale importanza sapere il nome esatto delle cose oppure provate a far stampare alla vostra tipografia un lavoro in cui il formato non sia chiaro…un a4 chiuso non è uguale ad un a4 aperto…
i nomi identificano le cose e se vengono usati ci sarà un motivo non siamo pazzi o persone che si danno delle arie è solo che abbiamo studiato e ci hanno insegnato delle cose tra queste ci sono anche i nomi dei prodotti che progettiamo.

adesso non voglio discutere se lo studio teorico sai l’unica strada o se la pratica sia la risposta a tutte le frustrazioni dei grafici dilettanti ma tant‘è che qualsiasi sia la strada essa deve portare alla conoscenza di almeno il nome delle cose
dunque auguri a chi sta per iniziare a muoversi in questo mondo ricordandovi che questo mondo non è esoterico ma siete voi che ancora avete molto da imparare

ciao
maurizio

Avete tutti ragione, ma io credo che il sapere sia di tutti! Quindi che ne dite di organizzare un dizionario “grafica-italiano, italiano-grafica” su draft? Magari aggiornabile dagli utenti come su wikipedia. Sarebbe molto utile anche a tutti quei clienti che mi guardano male appena uso una di quelle parole! Bye
scritto da: emilio

Che Amarezza !!!!
Pensare che c‘è chi urla di rabbia e umiliazione, perchè… non capisce. Che peccato che il mondo si sia ridotto alla pretesa che sia tutto, subito e comprensibile. Quanta frustrazione per i geni. Che stupido invece l’approccio di chi, quando non capisce, si impegna, studia, apprende, cresce, senza aspettarsi che tutto arrivi ma col gusto di vivere scoprendo. Che stupido chi continua a studiare per migliorare, con l’ansia che il proprio lavoro grafico può fare la salute di un’azienda e garantire il posto di lavoro a tanti lavoratori. Che stupido chi ha studiato, studia e continuerà a studiare perchè è convinto di poter dare dare il proprio contributo agli altri, ricevendo in cambio solo la soddisfazione di pronunciare con orgoglio questo è il “Mio flayer”.
Avrà ragione chi pensa sia inutile imparare e proporre il proprio contributo?
Sono gli altri, tutti, sbagliati.Cambiate, che ci vuole!
Quanta fatica in meno nel pensare così.
Ed allora… stupida io.

Il guaio che mi piace esserlo perchè trovo tanti altri stupidi come me ed in loro e solo in loro distinguo il “sacro fuoco” della professionalità.
(Anche questa è una parola dal significato molto incomprensibile.)
E nei loro occhi, senza bisogno di paroloni, si legge quando hai conquistato la loro stima. Tutto il resto è …puro dilettantismo.
Naturalmente potremmo anche cercare una flebo ad un infermiere e sentirci rispondere: che cosa? Ah vi devo infilare ua bottiglia di acqua e zucchero nel sangue.
Io probabilmente comincerei a correre via chiedendomi chi ho incontrato. ;)

Sery

Grazie a tutti coloro che mi hanno risposto. Gentilissimi!  ;-))

Jul. 1st, 2009

Questo film mi cambierà la vita XD

Jun. 30th, 2009

Solo perché nel messaggio personale di msn non ci stava.

E non è forse evidente che la democrazia è destinata a vincere, fottendosene dell'etica e dell' estetica umanistica, romantica, e istituendo una nuova estetica, fatta di villette texane, nanetti brianzoli e cancellate in finto marmo?

QUI la pagina con l'articolo integrale.

Jun. 29th, 2009

old

(no subject)

Oggi è una giornata da ricordare: ho scoperto cos'è un flyer.

Odio tutto coloro che scrivono i bandi dei concorsi, perché non capiscono mai che scrivono troppo poco. Maledetti omini del campo comunicativo: romperò le vostre braccine a furia di incazzarmi.

Jun. 26th, 2009

padme

Dal cetriolo al dentifricio.

Da mesi gira su internet il meraviglioso logo che dovrebbe presentare l'Italia nel mercato del turismo. Ecco l'ultima versione:

Non voglio stare qui digitare una conologia dettagliata sulla sua storia. Anche perché prima era peggio, molto peggio. Molti siti e blog di grafica nazionali urlano contro lo scempio, e hanno ragione. Basta vedere l'illuminante post su Bloggokin, dove in fondo sono riportati i diversi logo delle altre nazioni e, devo dire che tra noi e gli altri la differenza è incalcolabile.
Io non capisco dove stia la difficoltà. La difficoltà di cercare una grafico decente, perdio. Abbiamo Tre sedi dell'IED in italia, ci sarà qualche studente lì in mezzo che saprà fare un lavoro migliore? Fare un bando? No? troppo complicato, vero?
Sono daccordo con Damiano Falchetti: <<Resta aperto sempre il capitolo di chi sia il realizzatore del nuovo “abbozzo” italico, così tanto per stringergli la mano e magari sputargli in un occhio.>>
Uffa.


Jun. 10th, 2009

fragolino

guhhhh...guuuuuhhh...

Ok, è finita anche epr quest'anno. Sicuramente la mia parte accidiosa mi impedirà pure questestate dit rovarmi un lavoro, ma vabbè.
Spero di finire alcune cose.
Speriamoa nche di riuscire di nuovo a disegnare, visto che in questi giorni escono solo sgorbi., e la cosa mi urta assai, visto che ho due commissioni in cantiere.
Vado a preparar la mia vendetta contro  la ABC, visto che ha deciso di eliminare Pushing Daisies dal suo palinsesto.

Jun. 2nd, 2009

oh yaeh

Mi emoziono con poco



Sono una donna molto felice.
A questo link trovate il trailer. Gustatevelo.







e poi, se volete vedere il nuovo Monkey Island in pieno animo monkeyano vecchio stile, andate QUI.



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