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31 October 2009 @ 10:06 am
...in libreria, naturalmente! :-)



Libreria Il Gorilla e l'Alligatore
Via G.Matteotti 41
Orte, Italy, 01028

 
 
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31 August 2009 @ 10:12 pm
 
 
Current Location: Orte
Current Mood: happy
 
 
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28 August 2009 @ 10:02 pm
 
 
Current Location: Orte, Via Matteotti 41
Current Mood: TA-DAAA
 
 
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27 August 2009 @ 02:29 pm

...inauguriamo la nostra libreria, "Il gorilla e l'alligatore"!

Grande gioia, felicità e tripudio!

:-D

 
 
Current Location: Orte, Via Matteotti 41
Current Mood: happy
 
 
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DDL sulla sicurezza.

Cito il testo.

"8. All'articolo 342 del codice penale è premesso il seguente:

«Art. 341-bis. - (Oltraggio a pubblico ufficiale). - Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l'onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d'ufficio ed a causa o nell'esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni.

La pena è aumentata se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato. Se la verità del fatto è provata o se per esso l'ufficiale a cui il fatto è attribuito è condannato dopo l'attribuzione del fatto medesimo, l'autore dell'offesa non è punibile.

Ove l'imputato, prima del giudizio, abbia riparato interamente il danno, mediante risarcimento di esso sia nei confronti della persona offesa sia nei confronti dell'ente di appartenenza della medesima, il reato è estinto»."

Costituzione

Cito il testo.

"Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

La fattoria degli animali (G.Orwell)

Cito il testo.

« Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri. »
 
 
Current Mood: Mgrrr
 
 
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29 June 2009 @ 10:34 pm
<a href='http://ads.quotidiano.net/run/adclick.php?n=a68fbd27' target='_blank'><img src='http://ads.quotidiano.net/run/adview.php?what=zone:37&amp;n=a68fbd27' border='0' alt=''></a>

Cesena, 29 giugno 2009 - Silvia Masini, la bionda albergatrice trentaduennne di Cattolica in lizza nella finale cesenate di domenica di 'Miss mamma italiana' ha conquistato la prestigiosa fascia di Miss mamma italiana 'Visto'.

La splandida mamma di Greta, Ginevra e Gioia di 8, 3 e 2 anni ha sfilato assieme ad altre 20 madri provenienti da ogni parte d'Italia, nella finale del concorso di bellezza dedicato alle mamme più belle della penisola.

La vittoria è andata a Maria Albertacci, capelli neri e occhi castani alta 170 centimetri per 54 chilogrammi di peso, anni 29, agente di viaggio e residente a Foligno (Perugia). Maria è sposata da 5 anni con Marco Marsili ed è mamma di Lavinia di 4 anni e Gianmarco di 11 mesi, la “Miss Mamma Italiana 2009”, è legatissima alla sua famiglia, a fare il tifo per lei, il marito, i figli, e la suocera.

(Ilrestodelcarlino)
 

VERSUS

 

Tassa sul celibato

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'imposta sul celibato fu un tributo in vigore in Italia durante il periodo fascista.

Il proposito era quello di favorire i matrimoni e, di conseguenza, incrementare il numero delle nascite. Secondo l'ideologia fascista, una popolazione numerosa era indispensabile per perseguire gli obiettivi di grandezza nazionale che si pretendeva spettassero all'Italia, oltre che per avere un esercito il più numeroso possibile.

 

Cenni storici 

Istituita dal 19 febbraio 1926 interessava i celibi di età compresa fra i 25 ed i 65 anni, era composta da:

  • Un contributo fisso che variava a seconda dell’età (partiva da 70 lire per le fasce più giovani - tra i 25 e i 35 - salendo poi a 100 se fino a 50 anni, per poi abbassarsi se si superava tale età a 50 lire . Dai 66 anni si veniva esentati da tale pagamento. Tali importi vennero aumentati due volte nell' aprile 1934 e nel marzo 1937.
  • Un' aliquota aggiuntiva che variava a seconda del reddito del soggetto.

L’importo veniva devoluto all'Opera Nazionale Maternità e Infanzia. Venne in seguito abolita dal Governo Badoglio il 27 luglio 1943.

 

Altre misure 

Altre misure simili furono prese in considerazione a quei tempi per risollevare la popolazione italiana, fra le quali quali premi di natalità, cerimonie nuziali di massa; e i vari premi ed esenzioni fiscali per le famiglie numerose.

(Wikipedia)
 


 
 
Current Mood: mh
 
 
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14 June 2009 @ 09:12 am
SANTA MARGHERITA LIGURE - Veline, minorenni, Mills e voli di stato: quattro "calunnie", tasselli di un "progetto eversivo" che puntava a sostituire Silvio Berlusconi, vale a dire un presidente eletto dal popolo, con un outsider. Il premier passa dunque al contrattacco e definisce le notizie uscite sulla stampa nelle scorse settimana "una campagna scandalosa" che infanga l'immagine dell'Italia all'estero. Complici anche i giornali, che "dipingono - dice - una Italia non vera". La stampa "va presa con le molle", spiega, perché travisa la realtà, a partire dalle sue stesse parole. E che insieme alla sinistra "tutti i giorni canta la canzone del pessimismo e del catastrofismo".

Da qui un appello rivolto agli imprenditori: "Dovreste operare di più in questa direzione - dice dal palco dell'Assemblea dei giovani di Confindustria - non date pubblicità a questi comportamenti". Una affermazione che successivamente precisa meglio: "Ho parlato di disfattismo complessivo. Quando ho detto di non fare pubblicità ai pessimisti mi riferivo soprattutto al leader dell'opposizione".


(Fonte: ANSA.it)

Farnetica.
Sono incredulo e perplesso dinanzi a tanta tracotanza.
Costui sta aggredendo impunemente qualunque organo libero che non canti nel suo coro.
Giudici. CSM. Giornalismo.
Sarebbe da deporre per problemi de capoccia.
La piazza invece continua  a premiarlo.
Boh.

 
 
Current Mood: :-(
 
 
_caos_


Qui il testo della sentenza. Da leggere. :-)

E un'altra volta: perché sono qui io a parlarne e non i giornali?!?
 
 
Current Mood: Happy
 
 
 
_caos_
01 May 2009 @ 10:39 am

 
 
Current Location: Ovunque.
Current Mood: Buzzz...
 
 
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30 April 2009 @ 08:52 pm
Prima la MuccaPazza, poi la SARS, ora l'Influenza Suina.
Quest'ultima è "esplosa" pochissimo tempo fa in Messico.
E per schivarla serve proprio un vaccino.
Il 24 Aprile coincidenza vuole che venga a galla la pandemia di cui sopra (ma non si diceva EPIDEMIA una volta?). Proprio in Messico. Dove il 9 Marzo 2009 lla casa farmaceutica Sanofi-Aventis ha giustappunto creato un nuovo impianto per la produzione di vaccini "contro l'influenza stagionale e pandemica".
Lascio a voi leggere il comunicato stampa che cito di seguito, tratto dal loro sito (vedi link in fondo).
Com'è che di sta roba ne parlo io e nessun giornale?!?


Comunicato stampa sanofi-aventis

Sanofi-aventis investe in Messico
100 milioni di euro in un nuovo impianto
per la produzione di vaccini contro l’influenza stagionale e pandemica
- L’accordo firmato a Mexico City durante la visita di Stato del Presidente francese Nicolas Sarkozy -
Mexico City (Messico), 9 marzo 2009 - Sanofi-aventis informa che oggi è stato raggiunto con le autorità messicane un accordo per la realizzazione in Messico di un impianto da 100 milioni di euro destinato alla produzione di vaccini antinfluenzali. L’annuncio è stato dato nel corso di una cerimonia alla presenza di Felipe Calderon, presidente del Messico, e Nicolas Sarkozy, presidente della Francia, a Mexico City per una visita di Stato. L’impianto sarà realizzato e gestito da sanofi pasteur, la divisione vaccinale del Gruppo sanofi-aventis, rappresentato alla cerimonia dal suo Direttore Generale Chris Viehbacher.
«Realizzando questo nuovo impianto, sanofi-aventis è orgogliosa di poter contribuire a consolidare l’infrastruttura sanitaria messicana ed è ansiosa di sostenere l’esemplare impegno del Messico per la salute pubblica tramite l’immunizzazione antinfluenzale e la preparazione a possibili pandemie» ha affermato Viehbacher. «Questo investimento testimonia l’approccio attento alle specificità di ogni Pese di sanofi-aventis alla salute globale. Lo stabilimento porterà benefici alla salute pubblica nel Messico e nell’intera regione latino-americana, nel contesto della preparazione a pandemie influenzali».
L’accordo è stato firmato dai rappresentanti di Birmex (Laboratorio de Biológicos y Reactivos de México) e sanofi-aventis alla presenza del Ministro della Salute messicano José Ángel Córdova Villalobos. In base ai termini dell’accordo, sanofi pasteur produrrà il vaccino antinfluenzale in collaborazione con Birmex, produttore messicano federale di vaccini. Birmex eseguirà alcune fasi della produzione e sarà responsabile della distribuzione al pubblico del vaccino antinfluenzale.
Sanofi-aventis
Sanofi-aventis, azienda farmaceutica leader a livello mondiale, ricerca, sviluppa e distribuisce soluzioni terapeutiche per migliorare la vita di ognuno. Sanofi-aventis è quotata alle borse di Parigi e New York.
Sanofi pasteur, divisione vaccinale del Gruppo sanofi-aventis, ha reso disponibili nel 2008 oltre 1,6 miliardi di dosi di vaccino, rendendo possibile l’immunizzazione di più di 500 milioni di persone
tutto il mondo. Sanofi pasteur, leader mondiale nella produzione di vaccini, dispone della più ampia gamma di vaccini protettivi contro 20 malattie infettive. La tradizione dell’azienda nella creazione
vaccini per tutelare la vita umana risale a più di un secolo. Sanofi pasteur è la più grande società del mondo votata esclusivamente ai vaccini e investe ogni giorno più di un milione di euro in ricerca e sviluppo. Ulteriori informazioni su sanofi pasteur sono disponibili a www.sanofipasteur.com.


[Fonte: Sanofi-Aventis]
 
 
Current Location: Messico e nuvole
Current Mood: Bleah!
 
 
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23 April 2009 @ 10:35 pm
 
 
Current Mood: Eccheccazz...
 
 
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23 April 2009 @ 08:21 pm
Il Cavaliere e le sue veline - Berlusconi distribuisce opuscoli informativi sulle istituzioni politiche europee alla ventina di ex show girl e fan del Pdl che concorrono alla candidatura per le elezioni di giugno. Prima lo studio, poi i... provini
Notizia del 22 aprile 2009 - 12:30

Il Cavaliere e le sue veline

Berlusconi distribuisce opuscoli informativi sulle istituzioni politiche europee alla ventina di ex show girl e fan del Pdl che concorrono alla candidatura per le elezioni di giugno. Prima lo studio, poi i... provini

foto
Il politico più amato del mondo: questo dice di sé Silvio Berlusconi, forte dei sondaggi che lo danno al 73,5 % di gradimento. «Più di Obama, Lula, Tusk ed Erdogan», dice il premier alle venti bellezze che il Pdl proporrà per la candidatura alle elezioni europee del 6 e 7 giugno prossimi. «Voglio volti giovani, facce nuove per rinnovare l'immagine del Pdl e dell'Italia in Europa», traduce in termini politici ai suoi, circondato da un harem adorante.

E quindi via libera alla nuova pupilla Barbara Matera (ex annunciatrice Rai, ex letteronza a Mai dire gol e attrice nella serie Carabinieri 7), alla rossa Angela Sozio (ex gieffina, tra le protagoniste della paparazzata-scandalo a Villa Certosa qualche estate fa, causa scatenante - insieme con altri episodi simili - della reprimenda infuocata che Veronica Lario consegnò alla stampa all'indirizzo del marito), all'attrice Eleonora Gaggioli (qualcuno la ricorderà nelle serie tv Don Camillo ed Elisa di Rivombrosa) e a Camilla Ferranti (ballerina, ex tronista a Uomini e donne, immortalata in un calendario del 2008 e assunta agli onori della cronaca perché citata nella famigerata telefonata tra Berlusconi e Saccà).

Ma non è finita qui. La fiera della vanità che ha sfilato, ironia della sorte, davanti al portone di via dell'Umiltà comprendeva anche l'ex «valletta danzante» (come scrive lei stessa nel suo sito ufficiale) Adriana Verdirosi, forse più nota - nonostante il passato televisivo - nel Sol levante come la voce del singolo di successo Sunny Day, la pianista e attrice Cristina Ravot, la show girl Elisa Alloro, Emanuela Romano, presidente dell'Associazione «Silvio ci manchi» e la giornalista Rachele Restivo, conduttrice su Italia1 del programma Passion: erotismo per donne.

Della comitiva delle aspiranti deputate europee fanno parte anche le ripescate Ginevra Crescenzi e Lara Comi, candidate senza successo alle ultime Politiche, Antonia Ruggiero, proveniente dalla Nuova Dc, Giovanna Del Giudice, Chiara Sgarbossa, Silvia Travaini, Assunta Petrone, Letizia Cioffi e la «misteriosa» (riferisce Libero) Giada, di nazionalità lituana. Una compagine nella quale la ciliegina sulla torta la fanno le gemelle Eleonora e Imma De Vivo, reduci dall'Isola dei famosi.

Tutte pronte, quindi, a sedersi sui più alti scranni? «Dovete studiare - frena il premier, rivolto alla sua scuderia - e prepararvi sul funzionamento delle istituzioni europee e internazionali», distribuendo alla platea sgallettante un "bigino" informativo. Insomma, la candidatura non è assicurata a nessuna: prima il manualino dell'aspirante politica in 24 ore, poi le audizioni (pardon, i colloqui). Alla presenza di uno psicologo, si precisa. (Libero News)


 
 
Current Mood: MAH!
 
 
 
_caos_
13 April 2009 @ 10:25 pm


Al solito, stento a trovare le parole adeguate.
Anche RAI e Mediaset, presumo, poiché questa deliziosa intervista NON è passata per nulla sulle nostre TV...
 
 
Current Mood: Nausea
 
 
_caos_
03 April 2009 @ 11:28 pm


...che dire.
 
 
Current Mood: ...
 
 
_caos_
02 April 2009 @ 11:06 pm

Borsellino verso il Pd. Berlusconi: referendum, decide il partito
Il premier a Franceschini: sono giovane, anche dentro

Europee, il centrodestra lancia Fede
torna Mastella, in pista una showgirl

di CARMELO LOPAPA


Europee, il centrodestra lancia Fede torna Mastella, in pista una showgirl

Barbara Matera

ROMA - Berlusconi schiva l'insidia referendum. Prende tempo. La sfida lanciata da Fini al congresso - sostenere la consultazione che porterebbe al bipartitismo - è ancora lì, in attesa di una risposta. "Sarà la prima riunione della direzione del Pdl a decidere - spiega il premier a margine del G8 sul lavoro - Siamo un grande partito democratico". Anche se la direzione, organismo di 120 membri, non è stata ancora insediata. "Io sono un uomo al comando, che però tiene conto di tutte le diverse posizioni", rassicura il Cavaliere. E a Fraceschini che lo accusa di essere "vecchio dentro" ribatte indirettamente: "Per fortuna sono giovane, anche dentro".
"Giovane" e impegnatissimo, già dall'indomani del congresso, anche con la partita delle candidature per le Europee. I nomi ruotano vorticosamente. Puntuale torna quello di Emilio Fede, ma stavolta la richiesta parte dal premier e sembra sia insistente. Classe '31, direttore del Tg4 da 17 anni, il giornalista è uomo di fiducia che il leader Pdl intende mandare in Europa (collegio Nord ovest o quello della natia Sicilia, Isole) a coronamento di una carriera. Ma anche in vista di un rilancio del tg di casa Mediaset, approfittando della girandola di direzioni in tv e nei quotidiani. Non è escluso che l'"amico Emilio" resista ancora una volta al pressing, si vedrà. Chi vorrebbe invece correre in Europa sotto le bandiere del Pdl è l'eretica di ritorno (dalla Destra) Daniela Santanché. C'è già il via libera di Berlusconi, ma pesa come un macigno il veto di Fini. "Dopo quello che ha detto, dalle palle di velluto al resto, è opportuno salti questo giro..." spiega uno dei "colonnelli" di An. Non ci sono veti di sorta che impediscano il salto a Strasburgo del portavoce forzista Daniele Capezzone.
E siccome non c'è elezione che si rispetti senza una starlette della scuderia berlusconiana in pista, ecco la new entry: Barbara Matera, 28 anni, showgirl pugliese di Lucera. A sponsorizzarla sembra sia stato lo stesso Cavaliere durante il congresso. Laureata, bionda, "Letteronza" a Mai dire gol, annunciatrice Rai e interprete a "Carabinieri 7", tra le sue credenziali. Ci sarà una chance nelle Isole per Nino Strano, ex senatore An, quello della indimenticabile fetta di mortadella, per lui è stata già decretata la "fine del purgatorio".
Clemente Mastella è in campagna elettorale. "Al congresso Pdl mancavo perché stavo poco bene", spiega
, anche se la malignità che circola è che sia stato invitato a non presenziare. I ministri saranno in corsa, Ignazio La Russa per il Nordest, ma non tutti. Berlusconi vuole evitare figuracce con le preferenze e i più "deboli" saranno risparmiati dall'onere.
In casa Pd, Piero Fassino esclude una sua candidatura, Cofferati sempre più intenzionato a entrare in lista. Sergio D'Antoni capolista al Sud ed Enzo Bianco nelle Isole sono assai probabili. Mentre Franceschini prova a convincere Rita Borsellino in Sicilia, già tentata da Di Pietro prima e da Vendola per "Sinistra e libertà" più di recente. Non si candida invece la giornalista Bianca Berlinguer. Nel collegio Centro, in quota popolari, si impone Silvia Costa, resta in pole position Goffredo Bettini. Sempre in centro Italia l'Udc invece schiera, è il caso di dire, Gianni Rivera.

(1 aprile 2009)

[Fonte: Repubblica.it]

...macheccazzo.


 
 
Current Location: Europee 2009
Current Mood: cynical
 
 
_caos_
02 April 2009 @ 10:58 pm


Solita figura da cioccolataio...
 
 
Current Location: G20
Current Mood: blah
 
 
_caos_
27 March 2009 @ 10:28 pm

Le Mani sulla Televisione Digitale

Nei giorni scorsi, la Electronic Frontier Foundation ha rilasciato un attesissimmo rapporto sullo stato del progetto DVB. Questo rapporto ci permette di capire quali siano le minacce che aleggiano sul mondo della televisione digitale e di altre tecnologie affini.

Il Progetto DVB

DVB sta per “Digital Video Broadcasting”, cioè “Televisione Digitale”. La televisione digitale è destinata a diventare, per legge, l'unico modo di trasmettere programmi televisivi in Italia dal Dicembre 2008 (e, in momenti diversi, in tutta Europa ed in USA). Sia la televisione satellitare, sia la televisione digitale terrestre, sia la televisione via cavo, sia la televisione via Internet, sia la televisione su dispositivi mobili utilizzano infatti un protocollo di trasmissione digitale del segnale.

Gli standard necessari vengono sviluppati da un consorzio chiuso di aziende chiamato DVB Project. Il consorzio DVB raccoglie oltre 260 aziende di tutto il mondo e definisce gli standard per la trasmissione digitale di audio e video sui sistemi della prossima generazione. Gli standard che il DVB Project ha sviluppato sono i seguenti.

  • DVB-S ("Satellite"): standard usato per la televisione via satellite

  • DVB-C ("Cable"): standard usato per la televisione via cavo

  • DVB-T ("Terrestrial"): standard usato per la televisione digitale terrestre

  • DVB-H ("Handheld"): standard usato per la televisione su sistemi mobili (telefoni cellulari ed affini)

Ciò che questo consorzio decide, nel chiuso delle sue riunioni tra aziende, è già adesso legge per chiunque voglia trasmettere o ricevere segnali audio e video digitali nel mondo, semplicemente perchè gli strumenti tecnici prodotti da queste aziende rispondono a questi standard ed a nient'altro. Queste 260 aziende rappresentano la stragrande maggioranza dei produttori mondiali per cui, di fatto, il consorzio definisce standard di portata globale a cui è impossibile sottrarsi. Come vedremo nel seguito di questo documento, persino nella remota ipotesi che un produttore indipendente decidesse di opporsi a questo dominio, lo standard definito dal DVB Project prevede strumenti e tecniche adatti a rendere la sua ribellione del tutto inutile.

EFF e il DVB Project

La Electronic Frontier Foundation si è iscritta al consorzio DVB, pagando la quota di iscrizione di 10.000 euro, ed ha partecipato alle sedute. La possibilità di divulgare informazioni è pesantemente limitata dalle clausole del contratto di adesione al consorzio per cui la EFF non può, legalmente, divulgare le informazioni di dettaglio che riguardano questo consorzio, il suo modo di lavorare, le posizioni delle diverse aziende che ne fanno parte ed il loro voto. Tuttavia, la EFF ha potuto pubblicare un rapporto di massima su ciò che il DVB Project sta preparando.

Il Progetto CPCM

Ciò che il DVB Project sta studiando, sin dal 2003, è qualcosa che non piacerà agli “spettatori” europei ed italiani. Questo qualcosa si chiama CPCM, cioè “Content Protection and Copy Management”.

Questo standard permetterà ai produttori di programmi televisivi di imporre le seguenti limitazioni.

NOTA: Per quanto folli e vessatorie possano sembrare queste limitazioni, sono comunque reali. Non stiamo delirando e non ci siamo inventati nulla. Potete controllare voi stessi leggendo le fonti che elenchiamo in calce a questo documento.

Divieto di registrazione. Questo standard permette di vietare la registrazione di un programma televisivo attraverso il sintonizzatore TV. Non potranno più essere registrati i film, i telefilm od altri programmi televisivi, né su cassetta, né su CD o DVD, né su disco fisso. Questo divieto non è aggirabile in nessun modo perchè implementato sia con dispositivi software che hardware.

Divieto di copia. Questo standard permette di vietare la creazione di copie di un CD o DVD. Non potranno più essere create copie di film, di telefilm od altri programmi televisivi, né su cassetta, né su CD o DVD, né su disco fisso, nemmeno per uso personale o per backup. Questo divieto non è aggirabile in nessun modo perchè implementato sia con dispositivi software che hardware.

Divieto di trasferimento. Questo standard permette di vietare il trasferimento di un programma televisivo attraverso una rete di computer, ad esempio dal sintonizzatore TV che si trova in salotto al display del laptop che si trova in camera da letto. Questo standard permette di vietare la fruizione del programma televisivo fuori da una certa nazione, grazie ad un apposito marcatore digitale inserito nei dispositivi (simile al codice regionale dei DVD ma, a diferenza di esso, assolutamente non aggirabile). Questo standard permette anche di vietare la fruizione del programma televisivo fuori da un determinato locale, ad esempio il salotto di casa, grazie ad un apposito ricevitore GPS integrato nei dispositivi (naturalmente pagato da chi acquista il dispositivo). Questo divieto non è aggirabile in nessun modo perchè implementato sia con dispositivi software che hardware.

Divieto di condivisione. Questo standard permette di vietare la condivisione di un programma con altre persone che risiedono nella stessa abitazione od in altri contesti, attraverso la definizione di appositi “domini di autorizzazione”. Il DVB Project ha persino speso una quantità di tempo significativa per stabilire cosa deve essere dei DVD di una coppia in caso di divorzio! Questo divieto non è aggirabile in nessun modo perchè implementato sia con dispositivi software che hardware.

Obbligo di aggiornamento dell'hardware. Questo standard permette di vietare la visione di un programma su dispositivi che il DVB Project ritiene non abbastanza fiscali nel rispetto dei suoi standard. Questo divieto non è aggirabile in nessun modo perchè implementato sia con dispositivi software che hardware e comporta la sostituzione del dispositivo, con i costi facilmente immaginabili.

Oscuramento dei canali liberi esistenti. In futuro, questo standard dovrebbe persino permettere di imporre la cifratura al momento della ricezione (cioè sul TV Tuner del salotto) dei programmi trasmessi in chiaro. In questo modo, sarà possibile applicare le limitazione esposte in precedenza persino ai programmi che il distributore ha deliberatamente deciso di distribuire in chiaro, senza alcuna limitazione. Si noti che il distributore, per legge, ha pagato per questo diritto ed ha firmato un contratto in cui questo diritto gli veniva riconosciuto. In alcuni casi, il distributore del programma potrebbe essere lo stesso proprietario dei diritti. In questo caso, il diritto dell'autore di divulgare senza limitazioni i suoi contenuti potrebbe venire negato da un dispositivo di ricezione che agisce secondo le specifiche del DVB Project!

NOTA: Tutti questi vincoli sono imposti attraverso un attento uso di dispositivi software e hardware, caratterizzati da un pesante uso di tecniche crittografiche, e quindi non possono essere aggirati, rimossi o invalidati nemmeno in linea di principio. Il sistema usato è concettualmente simile a quello usato dalla Microsoft XboX ma molto più avanzato e molto più robusto. Non illudetevi che questi sistemi di protezione vengano spazzati via dal primo ragazzino brufoloso di passaggio come è avvenuto per i CSS dei DVD. Questo non avverrà.

I DRM supportati dalla Legge

I membri del DVB Project sostengono che le tecnologie che hanno messo a punto sono destinate a proteggere i diritti legali dei produttori di contenuti. Questo però non è vero: nessuna legge nazionale o internazionale ha mai concesso ai produttori di contenuti multimediali e/o di dispositivi elettronici dei diritti così vasti per quanto riguarda il controllo sul modo in cui l'utente fruisce di questi contenuti e, di conseguenza sulla sua libertà individuale (e sul modo in cui nasce e si diffonde l'innovazione tecnologica). Né la Convenzione di Berna né le leggi nazionali sul diritto d'autore prevedono diritti così estesi.

Ad esempio, nessuna legge nazionale od internazionale riconosce al produttore di un film su DVD, od al produttore di un lettore DVD, il diritto di decidere dove , quando e da chi questo film su DVD possa essere visto. Eppure, come abbiamo appena visto, la tecnologia definita dal DVB Project prevede proprio che il produttore possa vietare la visione del film fuori dall'abitazione del cliente o persino in una stanza diversa da quella “abilitata” alla visione (cioè il dove questo prodotto viene consumato). Questa stessa tecnologia prevede anche che il produttore possa impedire la registrazione del film trasmesso in TV e la sua visione a posteriori (cioè il quando questo prodotto viene consumato). Addirittura, questa tecnologia cerca persino di definire chi, tra parenti ed amici, abbia il diritto di vedere il film insieme al cliente autorizzato. Nessuna legislazione ha mai riconosciuto ai produttori il diritto di controllare questi aspetti della fruizione di un prodotto e della vita privata del cliente.

Ad essere più precisi, nessuna legislazione esistente ha mai riconosciuto al produttore nemmeno il diritto di limitare la visione di un film ad un preciso mercato geografico, come già avviene per i DVD. Il cliente che acquita un DVD avrebbe, teoricamente, il pieno diritto di vedere il film in qualunque paese del mondo. I trattati internazionali sul diritto d'autore e le relative leggi nazionali non prevedono limiti geografici di questo tipo. Alcune legislazioni nazionali, tra cui quella USA e quella italiana, riconoscono il diritto del produttore di usare dispositivi hardware/software per difendere i loro prodotti dalla copia abusiva e per garantire i loro diritti commerciali ma non gli riconoscono ugualmente il diritto di limitare la fruibilità di un prodotto in un modo che eccede palesemente e largamente ciò che è previsto dalle leggi nazionali ed internazionali sul copyright.

Per questa ragione, il DVB Project ha messo a punto un piano per cambiare a proprio favore la legislazione internazionale e nazionale esistente. Questo piano consiste nella creazione di un insieme di strumenti tecnologici (il CPCM) e di metodologie di accettazione che dovranno servire come base per la futura legislazione. In particolare, l'insieme di tecnologie e di standard che il DVB Project sta creando, costringerà qualunque costruttore di dispositivi digitali a richiedere una certificazione legale e tecnologica prima che esso possa costruire o vendere dispositivi destinati a trattare contenuti multimediali di qualunque genere (film, musica, testi digitali, etc.).

Questo progetto è stato supportato negli Stati Uniti dal pesante lavoro di lobby politica portato avanti da RIAA ed MPAA per ottenere la promulgazione del Broadcast Flag Act di FCC del 2005. Questo lavoro di lobby sta continuando adesso, con energia immutata, sia presso il Governo USA sia presso il Governo dell'Unione Europea che presso il nostro Governo Nazionale. In Italia, queste organizzazioni sono già riuscite ad ottenere diverse iniziative di legge grazie al Governo Berlusconi, tra il 2001 ed il 2006. La più nota di queste leggi è stata il Decreto Urbani sul Peer-to-Peer.

Il risultato finale che il DVB Project, la RIAA e la MPAA intendono raggiungere è quello di avere delle leggi, internazionali e nazionali, che impongano ai produttori di dispositivi elettronici l'obbligo di aderire ai loro standard tecnologici prima di poter costruire e vendere dispositivi di (quasi) qualunque tipo. In questo modo, produrre e vendere dispositivi che non rispettino i loro strettissimi vincoli sarà illegale e, di fatto, impossibile. Naturalmente, questo vorrà dire, tra le altre cose, che l'accesso al mercato dei nuovi produttori sarà vincolato alla accettazione dei membri del DVB project, seguendo una logica tipicamente corporativa. I termini “innovazione tecnologica”, “concorrenza” e “libero mercato” saranno semplicemente spazzati via dal vocabolario (con grave danno per l'utente e per il suo portafogli).

Protezione della proprietà intellettuale e Censura

Come risulta ovvio persino da una analisi superficiale, questa tecnologia può essere usata con la stessa efficacia sia per difendere gli interessi economici dei fornitori di contenuti che per imporre una severa ed ineludibile forma di censura sui contenuti stessi.

Se il partito A, che si trova al potere, lo deciderà, il partito B, che si trova all'opposizione, semplicemente non potrà più far conoscere le sue opinioni in nessun modo tecnologicamente avanzato all'interno dei confini della nazione. Per denunciare le malefatte dei potenti, il partito B dovrà ricorrere al ciclostile ed al volantinaggio in un mondo popolato da telefoni cellulari multimediali e di connessioni ADSL.

Il cittadino che fosse interessato a conoscere le opnioni del partito politico B dovrebbe fare i conti con dispositivi elettronici che rispondono solamente al partito politico A, al potere. Il partito politico A potrebbe infatti mettere in atto la sua censura usando le stesse infrastrutture tecniche sviluppate dal DVB project per la difesa del “diritto d'autore”.

In nessun momento della sua storia l'Uomo ha mai dovuto confrontarsi con la possibilità di una censura così semplice da imporre e così impossibile da constrastare. In nessun momento della sua storia, l'Uomo ha mai dovuto confrontarsi con una tecnologia in grado di invadere in modo così devastante e così inarrestabile la sua sfera culturale e cognitiva.

Cosa succederà ora?

Attualmente, il DVB Project sta mettendo a punto la prima versione della sua Common Interface, cioè l'interfaccia a cui dovranno attenersi i dispositivi della prima generazione. Questa prima versione prevede solo che l'utente finale non abbia accesso a cose per le quali non ha pagato. La versione 2 di questo standard definirà invece che i dispositivi digitali debbano attenersi in tutto e per tutto al CPCM.

Una volta concluso il percorso di definizione degli standard tecnici, il DVB Project chiederà l'approvazione degli stessi al'ETSI (European Telecommunications Standards Institute).

Normalmente, le proposte di standard provenienti dall'industria vengono fatte proprie dall'ETSI dopo solo qualche ritocco cosmetico. Di conseguenza, è facile prevedere che tra pochissimi anni gli standard DVB avrenno una patina di valore legale nonostante il fatto che sono stati sviluppati da un consorzio di aziende nel chiuso dei loro uffici e badando solo agli interessi delle industrie stesse. Questa patina di valore legale servirà poi come base per una direttiva europea che, a sua volta, obbligherà i governi nazionali ad adottare questa tecnologia, e le leggi volute dal DVB Project, da MPAA e da RIAA come standard tecnici e leggi nazionali.

Che fare?

Nessuno dei vincoli previsti dallo standard DVB può essere aggirato, rimosso od invalidato neanche a livello teorico con l'uso di strumenti tecnici (modchip, crack od altro). Questo notevole risultato è ottenuto grazie al largo uso di dispositivi crittografici implementati in hardware, tra cui è ipotizzato anche l'uso del TPM usato dalle Trusted Platform (cioè il Fritz Chip della tecnologia Palladium).

Di conseguenza, l'unico modo di difendersi da questa aggressione tecnologica è la via politica: si deve riuscire ad impedire l'approvazione di questi standard, la loro accettazione sul piano legale, la produzione e lo smercio di questi dispositivi prima che sia troppo tardi.

Per ottenere questo risultato è necessario porre i nostri uomini politici nella posizione di non poter vendere il proprio voto alle aziende del settore senza essere poi costretti a fare i conti con il proprio elettorato.

Questa battaglia sarà molto dura a causa del fatto che la stragrande maggioranza dei cittadini, e persino la stragrande maggioranza degli specialisti, ignora o sottovaluta enormemente il rischio rappresentato dalla rivoluzione digitale nella televisione.

Per questo motivo, è necessario dare la massima diffusione a queste notizie, ad esempio usando la tecnica del Google Bombing.

Il Google Bombing è una tecnica, del tutto legale e del tutto corretta, che consente di far apparire una certa pagina, chiamata “pagina target”, tra le prime voci elencate da Google quando l'utente cerca un determinato termine, chiamato “parola chiave”. Nel nostro caso, cercheremo di far apparire questa pagina che state leggendo tra le prime 10 voci elencate da Google quando l'utente cerca la parola chiave “Televisione Digitale”.

In questo modo speriamo di portare la minaccia del DVB project a conoscenza della maggior parte delle persone che si occupano, per un motivo o per l'altro, di televisione digitale. In particolare, speriamo di riuscire ad informare i giornalisti e le persone che agiscono come consiglieri tecnici dei politici.

Come aderire al nostro Google Bombing

Per favore, pubblicate un articolo su questo tema, anche di sole tre righe ma scritto di vostra mano, su un qualunque sito web a cui abbiate accesso. Inserite all'interno del vostro articolo un link a questa pagina.

Per favore usate come testo àncora (cioè come “parola chiave”) del link il termine “televisione digitale”.

L'URL di questa pagina è visibile nella address line del vostro browser, cioè nella riga che contiene l'indirizzo della pagina che state leggendo.

Orientativamente, il link risultante, visto come codice HTML, dovrebbe essere qualcosa come questo:

<a href=”http://www.partito-pirata.it/liberate_la_TV_digitale.html”>Televisione Digitale</a>


 

Questo codice HTML dovrebbe produrre un risultato come questo:

Televisione Digitale

Per favore, controllate nella address line del vostro browser di usare la URL giusta per raggiungere questa pagina.

Se proprio non sapete come fare, ripubblicate questa pagina così come la trovate, sul vostro sito. Questa pagina contiene già il link necessario per il Google Bombing (lo avete appena visto qui sopra). Questo documento è pubblicato sotto una apposita Licenza Creative Commonso in modo che lo possiate ripubblicare, inalterato, dovunque vogliate.

Potete usare a questo scopo anche un semplice blog gratuito, come quelli che potete creare a www.wordpress.com e www.blogger.com .

Che altro fare?

Per favore, diffondete questa notizia il più ampiamente possibile tra amici e conoscenti. Se potete farlo, pubblicate vostri articoli su questo tema sul web o, meglio ancora, sulla stampa cartacea. Se avete accesso ad una radio od una televisione, parlatene. Se conoscete qualche politico, informatelo della questione.

L'unica cosa che vi chiediamo è di non spedire messaggi su questo tema ad estranei (uomini politici o giornalisti) via e-mail o via posta tradizionale. Non c'è un motivo al mondo di infastidire in questo modo persone che conoscete solo di fama.

Licenza

Questo documento è pubblicato sotto Licenza Creative Commons di tipo “Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia”.


Puoi ri-pubblicare liberamente questa pagina sul tuo sito web o su un documento cartaceo, a condizione che non la modifichi e che non la usi a scopi commerciali.

Le fonti

Non stiamo delirando o, se stiamo delirando, siamo in buona compagnia. Le nostre fonti sono le seguenti.

http://www.dvb.org/index.xml

http://www.eff.org/IP/DVB/dvb_briefing_paper.php

http://www.eff.org/IP/broadcastflag/

http://www.eff.org/IP/broadcastflag/three_minute_guide.php

http://www.boingboing.net/2007/03/13/eff_reveals_plot_to_.html

http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1925073&r=PI

http://it.wikipedia.org/wiki/DVB

http://en.wikipedia.org/wiki/DVB

http://en.wikipedia.org/wiki/Broadcast_flag

http://it.wikipedia.org/wiki/Broadcast_flag

http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_d%27autore

http://it.wikipedia.org/wiki/Convenzione_di_Berna_per_la_protezione_delle_opere_letterarie_e_artistiche

Articolo di EE Times

http://defectivebydesign.org/

http://en.wikipedia.org/wiki/Defective_by_Design


 

Alessandro Bottoni

www.partito-pirata.it

alessandro.bottoni@infinito.it

[Fonte: partito-pirata.it]

 
 
Current Mood: Orrore.
 
 
_caos_
06 March 2009 @ 09:57 pm
"Sembrava facile toccarlo con un dito", dice,
"ma il cielo ci ha voluto tutti fermi".


(Keaton - F.Guccini - 1987)
 
 
Current Mood: melanconico, forse