Autrice: Erica
Titolo: Care for me
Fandom: Harry Potter
Pairing: Snape x Lupin
Genere: fluffy
Rating: PG
Spoilers: se non avete letto almeno fino al III libro direi ke in qs fanfa c’è uno spoiler GIGANTE ^^;
Disclaimers: i diritti appartengono alla meravigliosa satanista J.K Rowling
Note: una mini one-shot nata un pomeriggio di sole ozioso e dedicata al *MIO* Snape ^_^
Velocemente, come in un film, il sole tramontava nel sangue di un cielo screziato d’oro e arancio, mentre l’argentea sfera lunare sporgeva la fronte rugosa da dietro le montagne, apparendo rossa e pericolosa.
Rossa, come le cicatrici che costellano il suo corpo….
Pericolosa, come la razza maledetta di cui fa parte…..
Il giovane professore di Difesa contro le Arti Oscure stava sorseggiando tranquillamente la sua pozione a base di wolfsbane, amarissima, puzzolente quasi più del solito, ma necessaria per la sicurezza di Hogwarts, la scuola nella quale era stato accolto al pari di un figlio dall’illuminato preside Dumbledore.
Già l’effetto soporifero della sgradevole bevanda stava cominciando a fare effetto: l’uomo sbadigliò portando educatamente il dorso della mano davanti alla bocca spalancata mentre agli angoli degli occhi dorati si formavano due lacrime trasparenti come cristallo.
-Sonno, Lupin?-
Il professore sussultò e si voltò di scatto verso la fonte di quella voce calda e arrochita: appoggiato languidamente allo stipite della porta c’era l’elegante e longilinea figura del professore di pozioni, avvolto nel suo mantello corvino.
Come fosse un figlio dell’ombra Severus Snape uscì dal buio del corridoio ed entrò nel cerchio di tenue luce proveniente dalla candela sul tavolo di Remus, avvicinandosi alla sedia dell’esile professore.
-Oh, Severus che sorpresa… non ti aspettavo!-
Il volto delicato di Remus si illuminò in un sorriso pieno di dolcezza, che fece aumentare il numero di battiti del cuore di Snape, innervosito per il fatto che le guance gli bruciavano ed erano sicuramente diventate rosso porpora sotto lo sguardo curioso dell’uomo seduto accanto a lui.
Con un gesto stizzito e sgarbato lo scuro professore afferrò una sedia per lo schienale e si sedette di fronte all’altro uomo, osservandone attentamente i lineamenti.
-Ti fa male, Lupin? La luna sta sorgendo, cosa senti?-
Remus appoggiò le mani in grembo e sospirò stancamente, abbassando lo sguardo.
-Per ora ancora nulla, Severus… la tua pozione è miracolosa, solitamente quando la luna comincia a salire in cielo sento le ossa spezzarsi… sento il mio corpo frantumarsi dall’interno e lacerarmi…-
Snape allungò tentativamente un braccio verso l’uomo stanco con la testa reclinata sul petto che aveva davanti, appoggiando il palmo della mano sotto il mento di Remus e sollevandogli il viso per poterlo guardare negli occhi, ma immediatamente si pentì dell’eccessivo affetto che aveva infuso in quel gesto.
Quando i suoi occhi neri e profondi incontrarono le pozze d’oro brunito di Lupin sentì che una volta di più era perduto.
Sentì la compassione invaderlo, sentì lingue di fuoco riempirgli le vene e una sensazione dolorosa ma gradevole alla bocca dello stomaco lo pervase facendogli perdere la dimensione dello spazio e del tempo.
Lupin appoggiò la propria mano su quella ossuta e ingiallita dell’uomo, e strofinò delicatamente la guancia contro il palmo calloso.
-Grazie Severus… grazie per tutto quello che stai facendo per me.-
Snape fu preso alla sprovvista dal gesto di Remus e ritirò rapidamente la mano, portandosela sulle ginocchia.
Di fronte alla dolcezza dell’uomo lupo, il professore riuscì solo ad essere sgarbato.
-Non ti illudere, Lupin… quella brodaglia fa parte di uno studio che sto facendo.. di.. di una ricerca sulla quale Dumbledore mi ha chiesto di lavorare.-
Remus sorrise e gli occhi gli si riempirono di ilarità.
-Certo, certo, Severus… ma volevo ugualmente ringraziarti per il tempo che perdi a preparare la pozione per me ogni mese da quando sono arrivato a scuola.-
Snape grugnì e si alzò voltandosi in direzione della porta, deciso a dirigersi verso le sue stanze nei sotterranei del castello.
Ma qualcosa lo trattenne.
Una presa delicata, ma decisa.
Una mano piccola e calda attorno alle sue dita lunghe e fredde.
-Rimani ancora un po’, Severus…-
Snape spalancò gli occhi sotto i ciuffi d’ebano che gli ricadevano fin sulle guance e nn si mosse, rimase immobile ad elaborare la richiesta che gli era appena stata fatta.
Non si girò verso il viso scavato di Remus.
Si limitò a stringere la presa attorno a quella mano delicata che tra poco sarebbe diventata una poderosa zampa ricoperta di morbido pelo argentato.
……… rimani ancora un po’………
Quella frase rinchiudeva in sé molte parole non pronunciate.
….veglia su di me…
….fammi compagnia…
….mi sento solo, restami accanto, almeno tu…
Lo scuro professore si morse il labbro inferiore e finalmente si voltò verso Lupin, che aveva i lineamenti del viso leggermente distorti dal dolore che aveva cominciato a serpeggiare lungo l’esile struttura del suo corpo.
-Solo per una questione di studio, mettitelo bene in testa Lupin.-
Borbottò Snape inginocchiandosi di fronte all’uomo lupo.
-Solo questione di studio….-
Remus scese dalla sedia e si inginocchiò davanti a Snape, rifugiandosi nel suo abbraccio avvolgente e poggiando le labbra sul collo dell’altro uomo. Lasciò una leggera scia di baci su quella pelle candida, per poi incontare le sottili labbra del professore con le proprie.
Severus chiuse gli occhi e assaporò quelle labbra succose e ancora amare per la sgradevole pozione che Remus era costretto a bere… si spinse oltre, andando a leccare via l’amaro direttamente dalla lingua del giovane uomo lupo.
Il bacio fu interrotto dall’urlo straziante di Remus, che si allontanò improvvisamente dal rifugio delle braccia di Snape e si piegò in due, mentre lunghe zanne cominciavano a crescergli in bocca e artigli taglienti come spade si formavano sul letto ungueale.
Severus guardò la trasformazione con terrore e incanto, finchè il lupo non si fu completamente formato sotto i suoi occhi.
Dormiva.
Remus aveva sofferto solo all’inizio, poi il wolfsbane aveva fatto effetto facendogli perdere i sensi, e adesso accanto a lui era disteso uno splendido, gigantesco e letale esemplare di lupo grigio.
Severus allungò una mano per toccarlo e si perse nella morbidezza di quel vello splendente e lucido.
Si alzò per chiudere la porta a chiave dall’interno, poi tornò accanto a Remus, si sdraiò appoggiando la testa sul garretto muscoloso e chiuse gli occhi.